{"id":1050,"date":"2023-05-30T21:18:31","date_gmt":"2023-05-30T21:18:31","guid":{"rendered":"https:\/\/themill.club\/?p=1050"},"modified":"2023-08-12T08:56:36","modified_gmt":"2023-08-12T08:56:36","slug":"marta-cartabia-e-adolfo-ceretti-2-4-3-2-2-3-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/themill.club\/?p=1050","title":{"rendered":"Fabio Ciceri e Andrea Biondi"},"content":{"rendered":"<!-- wp:themify-builder\/canvas \/-->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":1209,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","footnotes":""},"categories":[139,64],"tags":[112,114,111,113,69],"class_list":["post-1050","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi","category-salute","tag-biondi","tag-car-t","tag-ciceri","tag-immunoterapia","tag-salute","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"<h1>Fabio Ciceri, Andrea Biondi<br\/>Come sconfiggeremo il cancro<\/h1>\n<img src=\"https:\/\/themill.club\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/coffee-bean-divider.png\" alt=\"\">\n<h3 style=\"text-align: center;\">15 giugno 2023 - \u00a0ore 21<\/h3> <h3 style=\"text-align: center;\">Via Cappuccio 5, Milano<\/h3>\n<img src=\"https:\/\/themill.club\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/coffee-bean-divider.png\" alt=\"\">\n\n\n<img src=\"https:\/\/themill.club\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG_2441-578x1024-432x756.jpeg\" width=\"432\" height=\"756\" alt=\"\">\n<h2>IL LIBRO<\/h2> <p>Riusciremo, prima o poi, a dare scacco matto al cancro? Quali sono le terapie pi\u00f9 promettenti e avanzate contro questa malattia? Cosa si nasconde dietro l\u2019acronimo Car-T, di cui parlano anche tv e giornali? E ancora, cosa c\u2019entra la cura dei tumori con il famigerato Covid-19? Lo spiega questo libro, un saggio divulgativo articolato in sei capitoli, che accompagna il lettore in un affascinante viaggio alla scoperta degli ultimi traguardi della medicina, preludio della rivoluzione che caratterizzer\u00e0 i prossimi anni. Ricco di dati aggiornati e di riferimenti agli studi scientifici pi\u00f9 recenti e autorevoli, il testo racconta anche tante storie. Di medici, di ricercatori, di pazienti. Di fulminee intuizioni, di lunghi studi, di pionieristici esperimenti. Di speranze, di sconfitte e di vittorie. Pagine che si leggono come un romanzo, con la consapevolezza che i confini della scienza possono sempre essere spostati un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0.<\/p>\n<h2>CHI SONO I PROTAGONISTI<\/h2> <h2>Fabio Ciceri<\/h2> <p><br><img src=\"https:\/\/themill.club\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/screenshot-3-300x273.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"273\"><\/p> <p>Il professor Fabio Ciceri \u00e8 primario delle Unit\u00e0 di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo e Oncoematologia. Dal 2018 \u00e8 professore ordinario di Ematologia all\u2019Universit\u00e0 Vita-Salute San Raffaele, dove dirige anche la scuola di specializzazione in Ematologia.<\/p> <p>Si laurea in Medicina e Chirurgia all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Pavia, per poi specializzarsi in Reumatologia all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Ferrara e in Ematologia all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano.<\/p> <p>Il professor Fabio Ciceri \u00e8 molto attivo in campo ematologico, dove si occupa del trattamento di leucemie acute, linfomi aggressivi, neoplasie mieloproliferative e anemie, contribuendo alla definizione di studi clinici sia osservazionali sia prospettici e interventistici. Nel corso della sua carriera sviluppa competenze avanzate nel campo del trapianto di midollo, sia autologo che allogenico da qualsiasi tessuto sorgente e da tutti i donatori disponibili (famigliare compatibile, non consanguineo, familiare aploidentico) per il trattamento dei tumori del sangue, dei tumori solidi e di malattie non neoplastiche come le patologie autoimmuni, neuroinfiammatorie e emoglobinopatiche.<\/p> <p>La sua attivit\u00e0 di ricerca in questo campo ha reso disponibile il trapianto da donatore aploidentico parzialmente compatibile come opzione terapeutica in malattie oncoematologiche ad alto rischio. Dal 1996 il professor Ciceri \u00e8 Principal Investigator nello sviluppo clinico di programmi di terapia cellulare avanzata, terapia genica e medicina rigenerativa, nell\u2019ambito di patologie sia oncologiche che non-oncologiche. Tra questi, ha contribuito allo sviluppo della prima terapia cellulare avanzate per i tumori del sangue, con l\u2019utilizzo del gene suicida HSV-TK per il controllo dei linfociti del donatore, e allo sviluppo di terapie geniche per il trattamento di immunodeficienze primitive, di malattie metaboliche e della beta-talassemia.<\/p> <p>Suoi contributi sono apparsi su <em>Annals of Neurology<\/em>, <em>Science<\/em>, <em>Bone Marrow and Transplantation<\/em>, <em>Blood<\/em>, <em>Cell Transplantation<\/em>, <em>New England Journal of Medicine<\/em>, <em>Hematology Oncology<\/em> e <em>Lancet Oncology<\/em>. Collabora in qualit\u00e0 di Revisore con <em>Blood<\/em>, <em>Leukemia<\/em>, <em>Haematologica<\/em>, <em>Bone Marrow Transplantation<\/em> e con l\u2019European Research Council (ERC).<\/p> <p>Partecipa a gruppi di esperti come la Societ\u00e0 Italiana di Ematologia (SIE), il Gruppo Italiano di Trapianto Midollo Osseo (GITMO), di cui \u00e8 l\u2019attuale presidente, la Rete Ematologica Lombarda (REL), il Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell\u2019Adulto (GIMEMA), l\u2019European Blood and Marrow Transplantation Group (EBMTG), l\u2019European Hematology Association (EHA), l\u2019International Network of Cancer Trial Research (INCTR), l\u2019International Cardio Oncology Society (ICOS) e l\u2019European Technology Platform for Nanomedicine (ETPN).<\/p>\n<h2>Andrea Biondi<\/h2> <p><img src=\"https:\/\/themill.club\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/andrea-biondi-min-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\"><\/p> <section id=\"section-2611\">\n<p><em>Una giovinezza spesa tra ricerca e clinica, sotto l'ala di grandi medici e ricercatori, ha portato Andrea Biondi a dirigere uno dei centri italiani di punta per la cura delle neoplasie ematologiche pediatriche.<\/em><\/p>\n<\/section> <section id=\"section-2612\">\n<p>Iniziare in un piccolo ospedale, lontano dall'accademia e dalle grandi cliniche, comporta molte difficolt\u00e0 ma pu\u00f2 essere un'esperienza alquanto formativa. Per Andrea Biondi, direttore della Clinica pediatrica della Fondazione MBBM dell'Ospedale San Gerardo di Monza e una carriera a cavallo tra clinica e ricerca, questo ha significato sviluppare la capacit\u00e0 diagnostica, sia dal punto di vista del metodo che dell'approccio al paziente, a<strong>ccompagnando sempre la curiosit\u00e0 con il rigore<\/strong>. \"Volevo vedere la realt\u00e0 vera e ho avuto la fortuna di lavorare con uno straordinario internista, Gaspare Jean, tra le altre cose insignito di un Ambrogino d'oro nel 2009\".<\/p> <p>La decisione di studiare medicina risale agli ultimi anni del liceo. \"Intravvedevo nella professione di medico la possibilit\u00e0 di coniugare due aspirazioni che sentivo forti fin da quegli anni: da una parte l'interesse scientifico, dall'altra la voglia di relazione con gli altri esseri umani, che considero l'essenza della vita e anche il suo mistero. E, non da ultimo, l'idea di essere d'aiuto\".<\/p> <p>Questo \u00e8 il tratto distintivo che accomuna le tappe del suo percorso che ha seguito tanti sentieri diversi - dalla biologia molecolare all'immunologia fino all'editing genetico - imboccati nel tentativo di rispondere a domande cliniche, per le quali si sono rivelati tutti cruciali. E poi c'\u00e8 il caso: \"Lo dico sempre ai miei studenti: impegnatevi al massimo e date il meglio di voi, ma lasciate spazio all'imponderabile delle circostanze e degli incontri\". E anche alla passione, che a volte indirizza molto pi\u00f9 del talento.<\/p>\n<\/section> <section id=\"section-2613\"> <p>Due specialit\u00e0 per curare meglio<\/p>\n<p>Biondi ha conseguito due specialit\u00e0, prima in pediatria e, poi, in ematologia. <strong>\"Volevo vedere i bambini guarire\"<\/strong> ammette Biondi, una giovent\u00f9 negli scout, organizzazione nella quale ha continuato a operare a lungo in qualit\u00e0 di capo nazionale Agesci, importando in Italia iniziative che all'estero erano gi\u00e0 una realt\u00e0, come il coinvolgimento di bambini disabili nelle attivit\u00e0 all'aperto. Con lo stesso spirito ha contribuito alla realizzazione della nuovissima sede del Centro Maria Letizia Verga e della Fondazione Tettamanti del San Gerardo di Monza, di cui \u00e8 il direttore scientifico, dove i bambini hanno a disposizione, oltre a un day hospital, spazi per l'accoglienza, servizi, sale giochi e ricreative, per un totale di quattro piani e 7.700 metri quadri. Dopotutto, come recita il motto del fondatore del movimento, Baden-Powell, \"scout un giorno, scout per sempre\".<\/p> <p>Dallo scoutismo deriva anche l'idea di fare il servizio civile: \"Venni a sapere che l'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri prendeva obiettori di coscienza e mi inserii nell'unit\u00e0 di ricerca di Alberto Mantovani, cui devo moltissimo. Lasciava sul tavolo le riviste scientifiche sulle quali annotava gli articoli da leggere \"per Andrea\".<\/p> <p>Grazie a una borsa AIRC, Biondi parte per Boston con la moglie, insegnante di lingue e conosciuta nello scoutismo. Destinazione: il dipartimento di Tumor Immunology al Dana Farber Cancer Institute della Harvard Medical School, in un momento di grande sviluppo della tecnologia legata agli anticorpi monoclonali. Negli USA, nel dicembre 1983, nasce anche il primo figlio, Matteo. L'anno successivo, il rientro al Mario Negri \u00e8 l'inizio di un periodo molto faticoso ma appagante di attivit\u00e0 di ricerca e clinica che lo ha visto impegnato nella costruzione di un laboratorio di ricerca nella clinica pediatrica dell'ospedale di Monza, diretta da Giuseppe Masera, padre della lotta alle leucemie infantili.<\/p>\n<\/section> <section id=\"section-4671\"> <h6>Aggiornamento continuo<\/h6> <\/section> <section id=\"section-2614\">\n<p>\"Con l'esplosione della biologia molecolare, da immunologo decisi che dovevo acquisire nuove competenze, quindi partii alla volta del BioResearch Department dell'Ontario Cancer Institute, in Canada, dove mi ritrovai di nuovo al bancone. Questa volta la famiglia rimase in Italia, perch\u00e9 nel frattempo era nato Simone. La lontananza \u00e8 stata difficile, anche per mia moglie che si prese carico di tutto, famiglia e lavoro, in condizioni economicamente non facili come erano in quei primi anni\" ricorda. Oggi n\u00e9 Matteo, n\u00e9 Simone, n\u00e9 il terzo figlio, Filippo, hanno seguito le sue orme. \"I pi\u00f9 grandi sono ingegneri, Filippo invece sta facendo il dottorato in economia a Lovanio, in Belgio\". Un padre troppo ingombrante? \"Non credo\" si schernisce. E, scherzando: \"A contenere la mia personalit\u00e0 ci pensa mia moglie, per fortuna\". Trovarsi nei luoghi e nei momenti di maggior fermento scientifico ha richiesto un impegno totale: \"Oggi per\u00f2 penso spesso a quanto mi sarebbe piaciuto avere pi\u00f9 tempo per la famiglia\". L'ambito nel quale ha maggiormente operato Andrea Biondi \u00e8 quello della<strong> leucemia linfoblastica acuta (LLA)<\/strong>, una neoplasia del midollo osseo. \u00c8 la pi\u00f9 frequente nei bambini e costituisce il 75 per cento dei casi di leucemia infantile. La buona notizia \u00e8 che il 90 per cento dei pazienti in et\u00e0 pediatrica guarisce o ha una lunga sopravvivenza.<\/p> <p>\"La malattia si sviluppa a partire dai linfoblasti, che sono i precursori dei linfociti, cellule del sistema immunitario incaricate di combattere le infezioni. Nella LLA, alcuni linfoblasti subiscono gravi mutazioni genetiche che impediscono la loro normale maturazione in linfociti e li spingono a proliferare in modo incontrollato, invadendo il midollo osseo dove ostacolano lo sviluppo delle cellule normali\" spiega Biondi.<\/p> <p>L'attivit\u00e0 di ricerca da lui coordinata riguarda la <strong>genetica molecolare applicata alla diagnostica<\/strong> e al monitoraggio delle malattie leucemiche del bambino: \"L'obiettivo \u00e8 quello di individuare nuovi fattori di rischio in base ai quali indirizzare in modo appropriato le terapie e individuare e sperimentare nuove cure mirate, pi\u00f9 efficaci e meno tossiche\".<\/p>\n<\/section> <section id=\"section-4534\">\n<h5>Farmaci per le resistenze<\/h5>\n<\/section> <section id=\"section-2615\">\n<p>Il cambiamento in corso nelle terapie oncologiche \u00e8 tale che l'analisi genetica del singolo caso \u00e8 diventata indispensabile e ha consentito di utilizzare nuove classi di farmaci per i casi resistenti o refrattari alle terapie pi\u00f9 classiche. Ora la speranza viene dalla possibilit\u00e0 di <strong>dinamizzare i linfociti nella loro lotta alle cellule del cancro<\/strong>. \"Stiamo parlando di cellule immunitarie riprogrammate tramite l'editing genetico e che si esprimono sulla superficie di particolari recettori, i CAR (<em>Chimeric Antigen Receptor T-cells<\/em>) che rendono le cellule T in grado di attaccare e distruggere le cellule tumorali\". Questo consente un trattamento personalizzato, sviluppato individualmente per ogni paziente, per ora piuttosto costoso, ma molto promettente. Ancora una volta, puntare sulla ricerca paga: \"Siamo stati una delle prime istituzioni in Italia, nel 2007, ad avere dall'AIFA l'autorizzazione di cell factory, che oggi \u00e8 mantenuta da Ospedale e Fondazione Tettamanti. Abbiamo sviluppato protocolli di terapie cellulari per vari contesti\" racconta Biondi. \"Per la leucemia linfoblastica acuta partir\u00e0 a breve il primo protocollo di utilizzo dei CAR, sviluppato interamente da noi, e che ha ottenuto i permessi per essere portato alla fase di sperimentazione clinica sui bambini e sugli adulti. Ancora una volta AIRC ha sostenuto (con il 5 per mille) il Programma, coordinato da Alberto Mantovani, di cui il nostro progetto \u00e8 una costola\". Un motivo di soddisfazione per un piccolo istituto che non pu\u00f2 contare sulle risorse di una grande casa farmaceutica. \"Se la cura funzioner\u00e0 sar\u00e0 la dimostrazione di cosa si pu\u00f2 ottenere unendo le forze dell'universit\u00e0 e delle associazioni non profit\". L'integrazione degli sforzi di tutti, anche a livello mondiale, ha spinto il centro di oncoematologia di Monza a organizzare iniziative per il t<strong>rasferimento delle proprie conoscenze nei Paesi a basso reddito dell'America Latina<\/strong>.<\/p>\n<\/section> <section id=\"section-2616\"> <h5>Parola chiave: collaborare<\/h5>\n<p>Monza, dove si curano i pazienti lombardi e il 20 per cento dei casi di leucemie in Italia, \u00e8 da tempo un centro chiave nella rete oncoematologica pediatrica del Paese, costituita dall'Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica (AIEOP) che riunisce professionisti dell'ematologia, dell'oncologia e dell'immunologia nel bambino e nell'adolescente. \"Da 25 anni la diagnostica \u00e8 gestita dal nostro hub a Padova, guidato da Giuseppe Basso, dove arrivano tutti i midolli prelevati\" racconta Biondi. \"Qui eseguiamo l'analisi genetica sui campioni di 450 bambini che ogni anno si ammalano e si rivolgono al nostro network\". Per garantire i massimi standard di qualit\u00e0 del percorso di cura, l'AIEOP gestisce, direttamente o indirettamente, tutti i protocolli di diagnosi e cura del bambino, che ormai hanno comunque una dimensione internazionale.<\/p> <p>Biondi presiede il network europeo, IBFM (International Berlin-Frankfurt-M\u00fcnster Study Group) a cui aderiscono i gruppi nazionali. Ma la rarit\u00e0 di certe malattie impone di guardare oltre l'Europa. \"Abbiamo appena avviato uno studio che vedr\u00e0 la partecipazione di tutti i centri europei e del Children Oncology Group, che ha base negli Stati Uniti e in Canada, a un protocollo accademico per il miglioramento delle cure di una forma di leucemia rara nel bambino, la Philadelphia positiva, la cui storia \u00e8 cambiata grazie all'arrivo di farmaci biologici. L'obiettivo \u00e8 esplorare come modulare l'intensit\u00e0 del trattamento chemioterapico per ottenere i massimi benefici. Con soli 60 casi l'anno in Europa e altrettanti in America, nessun Paese potr\u00e0 mai affrontare da solo un simile interrogativo\". Iniziative cruciali che \"richiedono tempo e non beneficiano di finanziamenti, se non quelli delle charity come AIRC, che per me \u00e8 stata sempre fondamentale, perch\u00e9 mi ha permesso di andare a Boston e poi, al mio rientro in Italia, mi ha sempre sostenuto permettendomi di far progressivamente crescere il gruppo. AIRC con le sue strategie di finanziamento raccoglie frutti a lungo termine\".<\/p>\n<\/section> <section id=\"section-2617\"> <h5>Dopo il cancro, una vita davanti<\/h5>\n<p>\"Il primo registro italiano degli off therapy, cio\u00e8 dei pazienti che non sono pi\u00f9 in cura perch\u00e9 si trovano in fase di remissione, lo si deve a Giuseppe Masera, fu una sua intuizione\" dice Andrea Biondi. Oggi, l'attenzione al follow-up dei ragazzi guariti \u00e8 diventato uno dei temi principali in oncologia pediatrica. Il concetto, relativamente recente ma fondamentale, \u00e8 la necessit\u00e0 di valutare e prevenire le conseguenze e le malattie causate proprio dalle cure salvavita a cui sono stati sottoposti. La \"lungo-sopravvivenza\" definisce infatti tutti coloro che hanno avuto una diagnosi di tumore da oltre cinque anni e i pazienti \"survivor\" ovvero liberi da malattia, che possiamo considerare guariti e che non si stanno sottoponendo ad alcuna terapia. Tra le categorie pi\u00f9 vulnerabili, i piccoli pazienti pediatrici. \"I bambini che guariscono hanno una vita davanti e bisogna pensare alle complicanze a lungo termine cui possono andare incontro, come la possibilit\u00e0 di sviluppare secondi tumori e altre malattie indotte dal trattamento, cio\u00e8 gli effetti tardivi di chirurgia, radio o chemio\". L'attenzione a questo aspetto ha progressivamente imposto la modulazione dei trattamenti di chemio e radioterapia.<\/p>\n<\/section>\n<h3>Il video della serata<\/h3> <p>Grazie a NEXT TX<\/p>","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1050","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1050"}],"version-history":[{"count":37,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1050\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1435,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1050\/revisions\/1435"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1209"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}