{"id":1376,"date":"2023-07-22T08:27:40","date_gmt":"2023-07-22T08:27:40","guid":{"rendered":"https:\/\/themill.club\/?p=1376"},"modified":"2023-09-19T14:24:40","modified_gmt":"2023-09-19T14:24:40","slug":"limmortalita-di-milan-kundera-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/themill.club\/?p=1376","title":{"rendered":"Come D&#8217;Aria &#8211; di Ada d&#8217;Adamo"},"content":{"rendered":"<!-- wp:themify-builder\/canvas \/-->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":1611,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","footnotes":""},"categories":[137,138],"tags":[],"class_list":["post-1376","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","category-recensioni","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"<p>Come un pugno nello stomaco. Come una vertigine su un abisso che hai paura ad affacciarti e finire per caderci dentro. Come un libro che pagina dopo pagina ti inquieta ma che non smetti di leggere perch\u00e9 fuggire da quell\u2019inquietudine rivelerebbe la tua mediocrit\u00e0 e la tua vigliaccheria. Come D\u2019aria \u00e8 un libro che bisogna leggere perch\u00e9 parla della vita, della nascita, della malattia, della danza, dei pregiudizi, della rabbia, dell\u2019indifferenza, dell\u2019amore, della morte.<\/p> <p>Una storia semplice che tiene dentro di s\u00e9 tante storie intrecciate, tante vite che avrebbero potuto essere e che invece non ci sono state o si sono interrotte. La vita narrata in prima persona dall\u2019autrice, Ada d\u2019Adamo, che sognava di danzare e di essere aria. Il racconto della sua gravidanza, di una mancata diagnosi di una grave malformazione cerebrale, della nascita di Daria, dello sgomento che poco a poco si fa strada nella sua esistenza, in quella delle persone che le stavano attorno, dei silenzi imbarazzati dei medici, delle infermiere, delle amiche\u2026<\/p> <p>\u201cQuando hai un figlio disabile cammini al posto suo, vedi al posto suo, prendi l\u2019ascensore perch\u00e9 lui non pu\u00f2 fare le scale, guidi la macchina perch\u00e9 lui non pu\u00f2 salire sull\u2019autobus. Diventi le sue mani e i suoi occhi, le sue gambe e la sua bocca. Ti sostituisci al suo cervello. E, a poco a poco, per gli altri finisci con l\u2019essere un po\u2019 disabile anche tu: un disabile per procura\u201d.\u00a0<\/p> <p>Un libro sull\u2019amore, quello tra madre e figlia. Un amore come una lotta, fondato innanzitutto sulla fisicit\u00e0. Contraddicendo il titolo c\u2019\u00e8 poca aria, c\u2019\u00e8 poca lievit\u00e0 in questo rapporto. C\u2019\u00e8 tutta la gravit\u00e0 del peso di un corpo che ha bisogno di essere portato, sorretto, di un corpo impaurito che ha necessit\u00e0 di essere abbracciato per sentirsi protetto, per smettere di piangere, un corpo che graffia, che si strappa i capelli, che morde, un corpo che sente il dolore ma che non parla, che non ha parole ma che comunica. Nessun genitore \u00e8 preparato per affrontare questa prova.\u00a0<\/p> <p>Non solo i genitori. Ada d\u2019Adamo racconta il suo viaggio tra le strutture sanitarie, quelle scolastiche, le reti sociali e quelle amicali: tutte fondamentalmente impreparate e inadeguate ad affrontare la situazione, sciogliere l\u2019enigma che l\u2019esistenza di Daria pone loro. Una narrazione priva di qualunque retorica, cruda, senza autocommiserazione n\u00e9 autocompiacimento. La realt\u00e0 cos\u00ec com\u2019\u00e8, a volte anche sbattuta in faccia. Una storia di straordinaria resilienza che obbliga l\u2019autrice, e noi con lei, a rileggere le scelte compiute in passato, a riflettere sui valori su cui sono state costruite le sue, le nostre relazioni. Non si pu\u00f2 rimanere indifferenti di fronte allo svolgersi di questo racconto che proprio perch\u00e9 nudo di ogni teorema, risulta vero e credibile.\u00a0<\/p> <p>Due anni dopo la nascita di Daria l\u2019autrice aveva scritto una lettera a Corrado Augias pubblicata su La Repubblica nel febbraio 2008: \u201c\u2026 La chiesa, la politica, la medicina smettano di guardare alle donne come puttane che non vedono l\u2019ora di uccidere i propri figli. L\u2019aborto \u00e8 una scelta dolorosa per chi la compie, ma \u00e8 una scelta e va garantita. Anche se mi ha stravolto la vita io adoro la mia meravigliosa figlia imperfetta. Ma se avessi potuto scegliere, quel giorno avrei scelto l\u2019aborto terapeutico.\u201d Ecco posta la questione morale di fondo, la vertigine, la domanda incombente a cui nessuno pu\u00f2 rispondere in sincerit\u00e0 per conto di un altro. Si pu\u00f2 amare una persona e desiderare al tempo stesso che non sia mai nata? Ada d\u2019Adamo offre risposte che nel suo desiderio di verit\u00e0\u00a0 sono spiazzanti.\u00a0<\/p> <p>Ma il libro \u201cCome d\u2019Aria\u201d non \u00e8 solo questo. E\u2019 anche la testimonianza di come l\u2019autrice scopra e senta crescere in s\u00e9 la malattia, un tumore, e anche lei, al pari di\u00a0 Daria, diventi a poco a poco un corpo rigido, in disfacimento, un guscio di dolore, un bersaglio di\u00a0 trattamenti, chemio, radioterapie, speranze, ricadute, pietose bugie. Nella loro fragilit\u00e0, nella loro malattia, madre e figlia finiscono per assomigliarsi, per incorporarsi: \u201cE\u2019 cos\u00ec che ancora e ancora continuo a identificarmi con te. il mio corpo sperimenta, seppure in misura ridotta, i\u00a0 limiti del tuo. Prima li conoscevo, li sentivo, li toccavo attraverso te. Poi ho cominciato via via a incorporarli\u201d.\u00a0<\/p> <p>Ada d\u2019Adamo \u00e8 morta il 1 aprile di quest\u2019anno, anno 2023. Il giorno prima aveva saputo di essere tra i finalisti del Premio Strega, il pi\u00f9 importante premio letterario italiano. Il 6 luglio ha vinto il Premio.<\/p> <p>Come un pugno nello stomaco, ma non soltanto. Anche un\u2019appassionata\u00a0 ricerca di vita e di bellezza. \u201cDesideravo la bellezza, l\u2019ho detto. E tu a dispetto degli occhi molto ravvicinati e delle sopracciglia unite, nonostante lo strabismo e la microcefalia, sei stata sempre una bella bambina. Desideravo la bellezza e l\u2019ho avuta: ho avuto te\u201d.<\/p> <p>Roberto Cociancich<\/p> <p>Cosa \u00e8 successo dopo il crollo del Muro? Cosa \u00e8 stato delle speranze coltivate da tanti russi di essere accolti da pari a pari nel club delle democrazie occidentali? Cosa \u00e8 rimasto della grandezza della storia millenaria russa, della sua cultura, di Gogol, Puskin, Tolstoj, Shostakovich, quando Gorbatchev e Eltsin hanno dovuto mettersi in coda come scolaretti dietro alle auto del Presidente americano tra le strade di New York?\u00a0<\/p> <p>Gorbatchev pensava che il potere andasse umanizzato, reso orizzontale, stringeva le mani ai passanti, sorrideva, Eltsin si\u00a0 presentava persino come compagno di bevute. Tutto questo \u00e8 stato un drammatico, imperdonabile errore, il simbolo del disfacimento e della putrefazione del loro regime.<\/p> <p>Spiega Baranov: \u201cL\u2019eccesso di orizzontalit\u00e0 ha portato al caos, alla criminalit\u00e0 nelle strade, al default dello Stato, alla nostra umiliazione sul piano internazionale. L\u2019esplosione della violenza, la legge della giungla. I lupi che escono dalle foreste ed entrano nelle citt\u00e0 a sbranare la popolazione indifesa. Tutti i dati in nostro possesso ci dicono che i russi nutrono oggi un nuovo desiderio di verticalit\u00e0, cio\u00e8 di autorit\u00e0\u201d.\u00a0<\/p> <p>\u201cLo Zar ha restaurato la verticalit\u00e0 del potere in Russia. E gli elettori gliene sono stati riconoscenti\u201d. Perch\u00e9 ci\u00f2 accadesse ha dovuto ritrarsi. L\u2019idolo che si nega rafforza il suo potere. Il mistero genera energia. La distanza alimenta la venerazione.<\/p> <p>Ma non basta. Putin e Baranov discutono in una remota stanza del Cremlino. Dimmi Baranov:\u00a0 chi \u00e8 oggi il leader politico pi\u00f9 popolare? Nessuno Presidente, il tuo indice di popolarit\u00e0 \u00e8 al 60%. Non \u00e8 vero Baranov:\u00a0 \u00e8 Stalin, il Piccolo padre. \"Se andassimo alle elezioni mi farebbe a pezzi. Voi intellettuali pensate che Stalin sia popolare nonostante i massacri. Invece vi sbagliate, \u00e8 popolare <i>a causa<\/i> dei massacri. Lui almeno sapeva come punire i ladri e i traditori della patria\u201d.<\/p> <p>Cadono teste di oligarchi, giornalisti, intellettuali, di tutti coloro che si oppongono alla rinascita. Quella di\u00a0 Chodorkovskij, l\u2019uomo pi\u00f9 ricco di tutta la Russia, proprietario della Jukos un immenso conglomerato petrolifero. La lotta per il potere \u00e8 un processo selvatico e fantasioso: le regole sono feroci perch\u00e9 tutto pu\u00f2 accadere in qualsiasi momento.<\/p> <p>Il Mago del Cremlino, il romanzo di Giuliano da Empoli - uno dei nostri intellettuali pi\u00f9 colti, stimolanti e creativi - vincitore del Grand Prix de l\u2019Accademie Fran\u00e7aise, ci conduce nel labirinto di questa lotta feroce, ci fa scendere nel cerchio infernale dei suoi personaggi; Boris Berezovskj, dapprima sostenitore di Putin poi suo oppositore, esiliato e trovato misteriosamente morto a Londra, l\u2019eccentrico Eduard Limonov, fondatore del Partito Nazional Bolscevico, il campione di scacchi Garri Kasparov, Evgenij Prigo\u017ein che prima ancora di fondare la brigata Wagner si dilettava a manipolare i sistemi telematici occidentali, Alexander Zaldastanov leader\u00a0 dei Lupi della notte milizie di motociclisti \u201cpronti a morire come guerrieri\u201d per gli ideali della Grande Russia.\u00a0<\/p> <p>In questo cammino anche l\u2019invasione dell\u2019Ucraina trova una sua necessit\u00e0 logica, il compimento della missione di dare un senso eroico alla vita, ad un popolo.\u00a0 Gli occidentali \u201cguardano la televisione, parcheggiano la macchina, si consacrano a un lavoro poco faticoso e integralmente noioso: qualche decennio cos\u00ec, un paio di mutui, le vacanze al mare e la loro esistenza \u00e8 finita ancor prima che se ne accorgano: uno spreco di vita integrale di massa, l\u2019unico crimine davvero imperdonabile\u201d.\u00a0<\/p> <p>Eppure anche il Mago del Cremlino \u00e8 destinato alla caduta. Avvicinarsi troppo al sole acceca, Icaro precipita, Baranov \u00e8 allontanato, \u00e8 solo come solo \u00e8 Putin nel suo sogno, forse delirio, di restaurazione del potere che \u00e8 forza, grandezza, autorit\u00e0, dignit\u00e0.\u00a0<\/p> <p>Chiosano questa vicenda che riguarda la Russia ma che \u00e8 anche metafora che riguarda tutti noi le parole di Amin Maalouf: \u201cDi tanto in tanto un uomo si erge nel mondo, sfoggia la sua fortuna e proclama: sono io! La sua gloria vive il tempo di un sogno interrotto, gi\u00e0 la morte si erge e proclama: sono io!\u201d.<\/p> <p>Roberto Cociancich<\/p> <p>Ecco il filo rosso sotteso al magnifico romanzo di Dario Ferrari, La ricreazione \u00e8 finita, colto senza mai essere pretenzioso, percorso dall\u2019inizio alla fine da una irresistibile traccia ironica e autoironica che lo rende una godibilissima lettura pur confrontandosi con temi di grande complessit\u00e0.<\/p> <p>Alla prima si affianca una seconda domanda che l\u2019Autore formula citando le parole di Borges: \u201cQualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realt\u00e0 d\u2019un solo momento, il momento in cui l\u2019uomo sa per sempre chi \u00e8\u201d. Sembra dunque che secondo il grande scrittore argentino l\u2019uomo si riveli nell\u2019azione, cos\u00ec come pensavano i greci, in un gesto rivelatore di ci\u00f2 che egli sar\u00e0 per sempre, di fronte a se stesso, agli altri, alla Storia. Ma in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 lo stesso Borges racconta la vicenda di Pedro Damian, un gaucho argentino che nella battaglia di Masoller del 1904 si era comportato da codardo e aveva trascorso il resto della sua vita implorando il buon Dio o il destino di concedergli una seconda occasione e di poter correggere dentro di s\u00e9 quella vergogna. Un\u2019implorazione che trover\u00e0 accoglimento.\u00a0 E\u2019 forse questo anche il tentativo messo in atto da Tito Sella, il personaggio chiave del libro di Ferrari, attorno alla cui esistenza oscura ruotano tutti gli altri? Tito Sella, uno scrittore viareggino pressoch\u00e9 sconosciuto, un anarcoide apprendista rivoluzionario, divenuto terrorista quasi per caso:\u00a0 \u00e8 stato un pavido o un eroe? Una vittima o un criminale?<\/p> <p>E\u2019 un gioco di specchi e una danza di fantasmi, dove le storie dell\u2019oggi, quelle della generazione disorientata dei millennials osservata senza severit\u00e0 ma neppure troppa simpatia, si intrecciano con quelle della generazione dei padri, i ragazzi degli anni \u201970 anch\u2019essi sbandati, pasticcioni, infarciti di idee e di passioni portate dal \u201csoffio piovoso del tempo\u201d.\u00a0<\/p> <p>Le vicende dell\u2019oggi portano a chiarimento quelle del passato e, viceversa, quelle di ieri illuminano, anche se talvolta cercano di nasconderle e manipolarle, quelle del presente. In realt\u00e0, all\u2019inizio, nessuno \u00e8 come appare.\u00a0<\/p> <p>L\u2019io narrante, Marcello Gori, giunto alla soglia dei trent\u2019anni e divenuto a sorpresa dottorando in lettere, viene incaricato dal mitico professor Sacrosanti dell\u2019Universit\u00e0 di\u00a0 Pisa di condurre una ricerca su Tito Sella e sulla sua opera autobiografica apparentemente andata perduta \u201cLa Fantasima\u201d. Trent\u2019anni sono l\u2019et\u00e0 del passaggio alla vita adulta. Per Marcello come per i suoi amici, il momento dell\u2019assunzione di responsabilit\u00e0, di trovarsi un lavoro vero, diventare padri, scegliere il proprio percorso. Una situazione esistenziale del tutto simile a quella in cui si erano trovati Tito Sella e i suoi compari della Brigata Ravachol, inizialmente poco pi\u00f9 che dei buontemponi e poi progressivamente attratti dal fascino magnetico della lotta di classe, delle parole appassionate e categoriche di Emma nel cui giovane cuore arde la fiamma della giustizia, del bisogno di vendicare la violenza del sistema giudiziario che tutela i ricchi e condanna i poveri. \u201c A uno Stato assassino e violento \u00e8 inevitabile rispondere con l\u2019assassinio e la violenza. E\u2019 l\u2019oppressore che arma la mano dell\u2019oppresso\u201d. Scegliere la lotta armata per chi \u00e8 mosso da un sentimento profondo, per certi versi anche religioso, di giustizia non \u00e8 un passaggio semplice. Che fare? Combattere, uccidere o ritrarsi? Avanzare o girarsi dall\u2019altra parte?\u00a0<\/p> <p>Marcello Gori, nella sua indagine letteraria che poco per volta diventa un\u2019investigazione storica\u00a0 immagina che Tito Sella viva questo tormento e ne descrive il lento evolversi verso il momento fatale: \u201cIl pericolo che avevo corso per tutta la vita era stato precisamente quello: l\u2019indifferenza, l\u2019imparzialit\u00e0, l\u2019incapacit\u00e0 di schierarsi. Se non ci fossero stati i Ravachol a redimerlo, si sarebbe avviato a una pallida vita di aspirante borghese, inerziale e ineffettuale. Scegliere l\u2019innocenza significa sottrarsi alla lotta, significa scegliere la propria meschina individualit\u00e0 anzich\u00e9 il bene di tutti\u201d. Ecco dunque tracciato il grande solco, la trincea tra i pavidi e i coraggiosi, una trincea nella quale scende anche Marcello, in una Parigi agitata da nuovi slanci di protesta e contestazione, dai Gilets Jaunes\u00a0 ai vecchi e nuovi teorici di un mondo nuovo, liquido, libertario, orizzontale.\u00a0<\/p> <p>Sempre in equilibrio tra la commedia, talvolta persino la farsa e la tragedia, il racconto\u00a0 si snoda tracciando ritratti vivissimi di personaggi comuni, fragili eppure eroici nel tentativo di sopravvivere alla ruota del tempo che gira e travolge aspettative di carriera, progetti di vita, amori fuggevoli. L\u2019autore dissemina nel libro elementi apparentemente di dettaglio che poi metteranno in moto, con un meccanismo ad orologeria, un finale sorprendente in cui ognuno si riveler\u00e0 con un nuovo volto e cos\u00ec i tradimenti, le fedelt\u00e0 e le manipolazioni. La ricreazione \u00e8 finita \u00e8 per\u00f2 anche di pi\u00f9: un libro che parla di scrittori e di scrittura, dove la letteratura chiama la vita e costruisce la Storia:\u00a0 Dante, Petrarca, Gadda, Gogol, Proust lottano per far udire dal passato la propria voce e disegnare il futuro. Un libro sul mondo accademico, le sue paranoie, le liturgie, le rivalit\u00e0, i concorsi, gli splendori e le miserie.\u00a0<\/p> <p>Un mondo autoreferenziale per certi versi ipnotico che imbriglia le migliori intelligenze e la loro sete di futuro. La vita \u00e8 fuori? Dopo essersi bruciati le ali nel fuoco della battaglia contro il sistema, giovani di oggi come quelli di ieri cercano ancora la verit\u00e0 su stessi e gli altri. Per scoprirne il vero volto alla fine c\u2019\u00e8 un prezzo personale da pagare: forse una vita da ergastolano, forse una da disoccupato. Il cuore per\u00f2 ancora batte e non si \u00e8 rassegnato. Prezioso.<\/p> <p>Roberto Cociancich<\/p>\n<img src=\"https:\/\/themill.club\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_2760.jpeg\" title=\"Come D&#039;Aria\" alt=\"Come D&#039;Aria\" srcset=\"https:\/\/themill.club\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_2760.jpeg 1170w, https:\/\/themill.club\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_2760-259x300.jpeg 259w, https:\/\/themill.club\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_2760-883x1024.jpeg 883w, https:\/\/themill.club\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_2760-768x891.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 1170px) 100vw, 1170px\" \/>","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1376","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1376"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1376\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1616,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1376\/revisions\/1616"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1611"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1376"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1376"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/themill.club\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1376"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}