Anna K – di Tiziana Ferrario
Anna K di Tiziana Ferrario
10 marzo 2026 – ore 18:30
Via Cappuccio 5, Milano
Nel suo libro più recente, Anime creative. Da Prometeo a Steve Jobs (Il Mulino, 2024), Paolo Perulli rappresenta un’opera ambiziosa e coraggiosa che si colloca al confine tra sociologia e filosofia. In questo saggio, Perulli si interroga su una questione fondamentale: chi sono i creativi nell’epoca della conoscenza?
Il libro offre un affascinante viaggio nel tempo e nello spazio per comprendere come la creatività abbia dato forma al mondo. Perulli colloca i creativi contemporanei in una precisa genealogia: sono gli eredi di figure mitiche e storiche come Prometeo e Faust, passando per l’uomo creatore di Nietzsche e l’imprenditore innovativo di Schumpeter, fino alle avanguardie europee del Novecento, alla grande migrazione verso l’America e ai tecnologi visionari della Silicon Valley.
Una delle tesi centrali del libro riguarda il passaggio epocale che abbiamo vissuto: siamo passati dall’uomo creatore, che inventa opere d’arte e d’ingegno singolari rispondendo solo a se stesso, alla classe creativa, che innova progettando prodotti per i mercati da cui tutti dipendiamo. I creativi, secondo Perulli, non sono una categoria privilegiata, ma piuttosto portatori di una condizione dello spirito che produce effetti universali e può dare speranza al mondo.
Il saggio evidenzia anche il ruolo cruciale delle città come incubatori della creatività, tracciando il passaggio di testimone tra diversi centri urbani: dalla Firenze rinascimentale del Quattro-Cinquecento alla Parigi a cavallo tra Ottocento e Novecento, dalla New York degli anni Trenta alla San Francisco del terzo millennio, dove esplode la rivoluzione digitale che conferisce alla creatività un orizzonte globale.
Gli interrogativi che Perulli pone riguardano il rapporto tra creativi e potere, tecnologia e ambiente, in un mondo segnato da crisi ecologica, diseguaglianza crescente e rischio di banalizzazione. Come evitare che questa massima diffusione della creatività si trasformi in serialità e vuoto creativo? I creativi di oggi sanno di appartenere a una tradizione millenaria o mancano di un canone?
Perulli sostiene che la creazione artistica rappresenta una forma di resistenza alla miseria simbolica, all’annientamento prodotto dagli automatismi tecnologici. La domanda che attraversa il libro è: saprà la creatività reincantare il mondo?
La speranza, secondo l’autore, viene ancora una volta dai luoghi dell’estraneità rispetto al modello dominante: l'”immensa sconosciuta creatività dei Sud del mondo”. Gli antidoti al tracollo ecologico, politico e valoriale del nostro presente potrebbero venire proprio dall’umanità che oggi soffre, dalle giovani metropoli del sud-globale, da culture meticce capaci di fertilizzare nuove visioni.
“Anime creative” si presenta come un’opera profondamente meditata, che spazia tra discipline diverse – filosofia, letteratura, architettura, pittura, musica, fotografia, teatro, cinema – e fa riflettere sui grandi cambiamenti che stanno trasformando le nostre vite. È un libro che si legge scorrevolmente, come un romanzo, pur mantenendo il rigore dell’analisi sociologica, e che fa venire voglia di riscoprire i frutti della creatività dei giganti sulle cui spalle poggia il pensiero contemporaneo.
Con questa opera, Paolo Perulli ci offre gli strumenti per comprendere il ruolo decisivo che i creativi potranno svolgere nella grande crisi che si prepara, sottolineando come avremo estremo bisogno di loro per immaginare e costruire un futuro diverso.
Paolo Perulli è un sociologo dell’economia di grande esperienza e prestigio internazionale. La sua carriera accademica lo ha visto insegnare in alcune delle più importanti università italiane e internazionali: dall’Università del Piemonte Orientale a Venezia, da Cambridge negli Stati Uniti a Parigi, fino a Lugano. Questo percorso cosmopolita ha contribuito a forgiare il suo approccio interdisciplinare, capace di spaziare dalla sociologia alla filosofia, dall’economia all’urbanistica.
Il lavoro intellettuale di Perulli si concentra sui nodi cruciali del nostro tempo: la globalizzazione, le trasformazioni urbane, le crisi economiche e ambientali, e soprattutto il tema della creatività come forza motrice della società contemporanea. Attraverso i suoi numerosi saggi, offre chiavi di lettura originali e profonde per comprendere il passaggio verso un nuovo ordine mondiale, interrogandosi sul ruolo del sapere creativo nel capitalismo avanzato.
Tra le sue pubblicazioni più significative spiccano:
Massimo Cacciari è filosofo, saggista e figura centrale del dibattito culturale e politico italiano ed europeo. Professore emerito di Filosofia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha insegnato a lungo Estetica e Filosofia della cultura, dedicando i suoi studi al pensiero negativo, alla crisi della modernità, al rapporto tra filosofia, politica e teologia.
È autore di una vasta e influente produzione saggistica, tradotta in numerose lingue, che attraversa la tradizione filosofica occidentale – da Nietzsche a Heidegger, da Wittgenstein alla teologia politica – interrogando i nodi fondamentali del nostro tempo: il conflitto, la tecnica, l’Europa, la città, il potere, la fine delle certezze metafisiche.
Accanto all’attività accademica, Massimo Cacciari ha avuto un ruolo di primo piano nella vita pubblica italiana: è stato sindaco di Venezia per più mandati e parlamentare europeo, portando il rigore del pensiero filosofico dentro l’esperienza concreta delle istituzioni.
La sua voce resta oggi una delle più lucide e radicali nel leggere le crisi del presente, capace di unire profondità teorica e passione civile, senza mai rinunciare alla complessità del pensiero.